Amicizia rivisitata

da 25Feb2019

è ora di rimettersi in viaggio

Questa settimana siamo rimasti in una spiaggia tra Chiclana de la Frontera e Conil de la Frontera. Abbiamo trovato un posto dei nostri: fuori dal caos, poca gente, Margot che può correre libera e Dread che può sgambettare ovunque. Il primo giorno  abbiamo subito conosciuto una coppia di francesi, nostri coetanei, anche loro con un bimbo di 2 anni. I bimbi hanno voluto conoscersi prima di noi, ovviamente.. e noi genitori subito dopo. Per fortuna ho studiato il francese a scuola, almeno abbiamo potuto toglierci la voglia di chiederci  perchè la vita ci avesse condotto in quel posto così “wow”.  Non c’è altro modo di chiamare un posto in cui ti fanno una passeggiata al tramonto i cavalli in spiaggia, no! Non c’è!

A volte quello che luccica è proprio oro. Non vi sembra oro quello che pesta la mia famiglia ?

Il secondo giorno abbiamo conosciuto un’altra coppia con una bimba di cinque anni. Per farla breve ci siamo spostati tutti in uno spiazzo un po’ più appartato, come a creare una piccola comunità e abbiamo trascorso i successivi tre giorni tutti insieme, ad ascoltare musica, mangiare e ridere. Quanto tempo ci vuole per arrivare a questo punto nei rapporti di una vita comune? Ora il punto non è stabilire cosa debba intendersi per amicizia e in quanto tempo sia giusto prendere una confidenza tale da mangiare a tavola con uno sconosciuto. Al contrario, il punto è proprio non dare una definizione all’ amicizia, scomporre il suo significato come farebbe uno chef moderno per rivisitare un vecchio tiramisù e non dare alcuna importanza al tempo. Che il tempo continui a misurare le ore, gli anni e le stagioni! E lasci stare l’anima e le sue vicissitudini, che gli sono immuni.  Non voglio dare una definizione all’amicizia, voglio solo raccontarvi di un tipo di amicizia che consiste in un’emozione corta e intensa tra sconosciuti che donano la loro parte migliore; persone che non hanno alcun motivo di fare il contrario: perchè mai avvicinarsi per poi mostrarsi scontrose? E’ innata piuttosto la volontà di lasciare un bel ricordo di sè. Bella questa amicizia che non può deludere: non si ha il tempo di creare assurde ed egoistiche aspettative. Bella anche la nonchalance dell’essere maledettamente se stessi, tanto non si deve cercare di creare le basi di un’assurda corresponsione di favori reciproci solo perchè si è amici. Conosco molti tipi di amicizia: amicizia come interesse, amicizia come mancanza, amicizia come ammirazione, amicizia come convenienza , amicizia come amore negato, amicizia come desiderio… potrei andare avanti ancora. Siamo nel periodo storico dell’apparenza, di facebook e del “più amici ho più sono affermato e più mi ameranno. L’amicizia ha perso valore e ha aumentato i suoi sinonimi per poter includere più persone possibili. Si hanno migliaia di amici virtuali, ma con chi di loro si mangia tavola? Leggo post con frasi ad effetto degne dei più grandi filosofi e poi ti ho visto nella realtà non cedere il posto a sedere in tram neanche ad una vecchietta di novant’anni col bastone. Perché devi mostrarti come non sei? Sei preoccupato dell’applauso e del concludere la giornata con un nuovo amico, mentre dovresti preoccuparti del fatto che così facendo ti stai perdendo il bello: se ti mostri amante della montagna, ti ritroverai presto a sciare sulla neve con persone che amano scendere lungo le piste innevate e ti perderai il mare e le persone che più ti somigliano con cui ti sentiresti felice. Chiara la metafora? Caro attore, rischi di confonderti con il tuo personaggio: i pensieri diventano azioni e le azioni fanno la tua realtà. Non voglio cadere nel definire l’amicizia ma una cosa la posso dare per certa: deve per forza essere una cosa positiva, come l’amore, perchè l’amicizia è una branchia dell’amore. Ma dov’è l’amore nei tipi di amicizia che conosciamo? Certo, ce ne sono di amicizie pure, ma su quella lista di migliaia di persone, quante lo sono? In quante c’è amore? Io ci trovo piuttosto lo stesso male comune, lo stesso fallimento: l’attaccamento; attaccamento probabilmente dovuto a un disagio interiore, il disagio che deriva dal non sapersi bastare e dal doversi confermare negli altri continuamente; scarsa autostima, scarso amor proprio. Per poter sperimentare l’amicizia bisognerebbe probabilmente prima sperimentare la solitudine. Quando si ama la solitudine allora si può comprendere l’amicizia. E qual’è il primo passo da fare nel concreto dopo tutte queste belle parole? Beh, oggi (domani chissà) sono convinta che il primo errore che commettiamo consiste nel non saper lasciar andare. E’ a questo  che ho pensato oggi, dicendo a Nicola: “andiamo, è ora di rimettersi in viaggio”.  Si era creata una bella atmosfera e avremmo potuto rimanere parecchi giorni tutti insieme. Ma è necessario allenarsi al mutamento, al lasciarsi scorrere come un fiume, se si vuole arrivare alla verità e alla felicità. E’ questo il primo passo, è questo l’insegnamento che ora la vita ci vuole dare, lo so.

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