Buona Pasqua

da 22Apr20190 commenti

C’era una volta…

Voglio augurare a tutti buona Pasqua ma una Pasqua diversa da quella che siete abituati a festeggiare. Vi racconto una storia… C’era una volta una festa. Una festa paesana di bimbi che saltavano e correvano vicino ai campi che davano i primi germogli di vita. C’era il contadino e c’era la moglie che insieme preparavano  una caccia al tesoro per i loro cuccioli d’uomo: i bimbi dovevano trovare l’uovo di gallina che i genitori avevano nascosto nella stalla, nel fienile o nel campo. Impiegavano tutta la mattina i bambini per trovarlo, a volte era successo di finire nel pomeriggio: lo avevano nascosto bene mamma e papà. Ma quando lo trovavano era gioia pura. Loro sapevano che dovevano maneggiarlo con cura: era stato ben spiegato loro che l’uovo conteneva una vita: il pulcino che sarebbe nato. Appena trovato dovevano riporlo nella sacca piena di paglia che uno di loro si portava appresso fin dall’inizio del gioco e dovevano riportarlo alla mamma intatto. Poi mamma prendeva l’uovo e li lasciava lì, trepidanti, sull’uscio, ad aspettarla. E infatti la mamma andava dalla gallina, le rendeva l’uovo, il suo bambino  e riscattava il dono per i suoi bambini: poteva essere un aquilone, poteva essere una bambola, poteva essere uno yo-yo. Era una gioia immensa ricevere il dono tanto atteso. Seguiva poi la cerimonia: sul tavolo c’erano già pronte la frutta la verdura di stagione, sia crude che cotte. Si iniziava così il rinfresco! E i bimbi non vedevano l’ora di riempirsi di tutta quella energia. Seguivano i cereali integrali e, infine, i dolci più buoni del mondo. Tutti naturali. La mamma li dolcificava con succo di mela e uva sultanina. Altri li faceva con i datteri. La festa continuava fino a sera tarda. I bambini si addormentavano sotto le verande, sui dondoli, esausti, dopo tante emozioni. Questa era la Pasqua . Era inno alla vita, era felicità conquistata, era rincorrere i propri sogni, era custodire la vita, proteggerla. Era rispetto per la natura e per gli animali. Era la fine dell’inverno. Era l’inizio della primavera. Era l’apertura della stagione dell’agricoltura : per i contadini cominciava il duro lavoro. Cominciava il rientro a casa in orari assurdi, cominciavano il sudore e la fatica. Questo è il significato della Pasqua. Deriva da “pasah”, “andare oltre”, “passaggio”. Significa il passaggio dal freddo al caldo; dal letargo, al risveglio; significa la morte di una cosa e la nascita di un’altra; significa avvento dei colori. Era una bella ricorrenza salutare e vitale, prima che arrivasse la religione a strumentalizzarla, prima che arrivasse il consumismo a ricoprirla di cioccolato. E via tutti questi bambini inghiottirsi di cioccolato al latte e di zucchero. E via di dipendenza. Altroché inizio di vitalità . Che vi piaccia o no, la Pasqua esisteva fin dai tempi dei babilonesi, ben 2000 anni prima di Cristo. La Pasqua nasce prima della nostra religione. Non che di religioso le sia rimasto molto: la Pasqua oggi è, come il Natale, strumento per far girare l’economia, imperativo a sborsare soldi per comprare regali che comprano falsa felicità. Basta conquista. Basta caccia al tesoro. Basta inno alla vita. Basta restituzione dell’uovo alla gallina. Adesso l’uovo si mangia ed è molto più grande. Non è più emblema della nascita, ma dello sfruttamento. L’uovo, simbolo della Pasqua, della primavera e della fertilità, con non poco ingegno e creatività è diventato simbolo della resurrezione di Cristo in primavera. Penso che spiegherò a mio figlio come siamo finiti a rompere l’uovo con un pugno attraverso il gioco del telefono senza fili: ci sono tanti bambini in fila, uno di fianco all’altro, seduti sulle loro seggioline. Il primo inventa una frase e la dice nell’orecchio del compagno che gli siede vicino, che a sua volta lo dice all’amichetto di fianco e così via, fino all’ultimo bimbo . La frase che sentirà l’ultimo bambino sarà sicuramente diversa da quella pronunciata dal primo. È questo che  è  successo figlio mio alla Pasqua: il suo significato è stato tramandato nel tempo, ma qualcosa si è perso lungo la strada, altro si è acquisito e altro ancora è stato modificato. Dipende dai pensieri di chi ha ascoltato e dalle intenzioni di chi ha parlato dalla propria seggiolina. Buona Pasqua a tutti voi e chi vuole, condivida nella propria bacheca quest’augurio di buona festa di passaggio: magari arriverà all’orecchio del vostro vicino, che senza di voi non avrebbe mai potuto saperlo.

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